Don Antonio. Umiltà e amore.

A volte basta un’occhiata per comprendere chi ti trovi davanti, per scovare un amico, un po’ come quando il sole risplende all’inizio di un nuovo giorno e allora sai che starai bene perché ti bagnerai nella sua luce. A volte gli amici li trovi quando meno te lo aspetti, quando la vita ti fa tremare le mani e le ginocchia, quando tutto intorno senti solo il rumore della sconfitta e del tedio. Tempo fa Don Antonio, un uomo dal cuore gentile, giunse a noi quasi in sordina e dal primo momento sembrò appartenere da sempre alla nostra comunità, una persona fuori dai moderni schemi, figlio dell’umiltà e del rispetto, venuto dopo una precedente esperienza pastorale non proprio esaltante poiché incapace di ascoltare quelle sensibilità che richiedevano attenzioni. Non volava troppo in alto ma catturava comunque il vento delle necessità degli ultimi sempre col quel volto sorridente e pacifico che curava le ferite dell’anima. Don Antonio era un rifugio, una leggera melodia quando le cose si facevano avverse, tagliava i vicoli come il vento, acchiocciolato nella sua tonaca corvina pronto a donare conforto con quel suo fare sussurrato che ospitava tante lacrime e tanti occhi che brillavano sui binari spezzati di solitudini e abbandoni, così ogni volta che la pioggia si faceva torrenziale, Don Antonio spingeva via le nuvole con parole vicine trovando sempre la via da riprendere. Spesso, però, quando si guardava intorno, sentiva che il paracadute delle emozioni si sarebbe aperto prima di toccare il suolo facendolo sentire fuori posto ma, nonostante ciò, continuava a giocarsi quella partita con la forza del trasporto dandosi e dando sempre una seconda occasione. Era tanti piccoli viaggi, uno per ogni sua pecorella, nella sua anima c’era un piccolo posticino per ognuno di noi, ogni persona una storia che custodiva con attenzione. Dopo anni dal giorno in cui l’Onnipotente lo abbracciò la sua figura non si è mai persa tra le nebbie dei ricordi. Quel giorno sentimmo forte la pioggia, l’uragano attraverso le nostre vite, tutto divenne freddo, perché gli volevamo bene. Per questo ci sarà sempre un posto per lui dentro di noi.

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