Nicola. Il Poeta

Sotto gli abeti che torreggiavano ricurvi sulla casa dei suoi genitori, ad un tiro di schioppo dal lago Pertusillo, protetto dal buio, se ne stava Nicola, in silenzio, ascoltando i suoi pensieri che turbinavano in un vortice di suggestioni. Offriva il viso all’aria fredda della notte, assaporandone il suo effimero tocco mentre metteva in fila i rimpianti che ne avevano reso triste il cuore. Sorrideva a quelle immagini che gli intimavano di seguirlo come un canto delle sirene, alternando borbottii a sospiri. Avrebbe voluto fermare il tempo per poi ritornare sui suoi passi, imparare le lezioni della vita, mettersi, forse, nei panni dei suoi amati studenti occupati a correre dietro i giorni per fermarsi solo davanti a scelte importanti, prima di essere trascinato, nel modo più duro, nell’ultima fila dell’esistenza. Nicola aveva avuto tante scelte, muovendosi tra esse in equilibrio precario, ondeggiando tra luce e tenebre. Al suo animo piaceva combattere, non aveva paura di sanguinare ma, spesso, i mostri della lusinga e della depressione indossano corazze difficili da penetrare facendo della realtà una corsa infernale e rendendo quel nemico una sagoma confusa. Duellava con quegli affamati demoni con la più potente tra le armi: la poesia. Con la testa piena di versi, si cullava in gioviali conversazioni con quella sua amante perdendo il controllo dei sensi nel brusio creativo che ne seguiva. Quelle composizioni lo facevano camminare sicuro sull’ accidentato sentiero che percorreva quotidianamente, liberandolo da quelle pesanti zavorre che gli penetravano, come lame,  le ossa. Nicola sentiva di avere il coraggio per trasmettere il bello ai suoi cari, ai suoi amati studenti, ai suoi amori e quando i momenti erano tranquilli accarezzava quelle anime con mulinelli di parole dannatamente belle. A volte è tardi per fare ammenda, ma Nicola ritornava sempre anche se giocava sul bordo del vulcano, perché dentro di sé sapeva che noi tutti saremmo stati ammaliati dal fascino di quelle parole, il suo spirito avrebbe guidato la carica e tutti lo avremmo applaudito alzando poi le mani, per danzare al ritmo dei suoi versi   

 

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