Fiabe ecologiche: Il Fiore

 

Terag e Tannah erano due gemelli orfani che abitavano nel Mondo Sporco insieme ad altre centinaia di migliaia di persone. Vivevano nella “Grande Discarica”, una distesa di rifiuti tecnologici che si perdeva a vista d’occhio, grande quanto una nazione. Si  cibavano di alimenti scaduti che venivano paracadutati dagli elicotteri militari una volta a settimana. Il cibo, infatti, nel Mondo Sporco scarseggiava ad eccezione dei ratti, grandi quanto un cane e piccoli animaletti mutati che, spesso, finivano nelle trappole disseminate ovunque per poi venire cucinati allo spiedo. Terag diceva che sapevano di pollo, sua sorella annuiva silenziosa mentre si chiedeva come facesse a sapere che il pollo avesse quel sapore visto che non sapevano neppure come era fatto. Tutti i giorni, verso sera, Tannah si eclissava per qualche minuto, lasciando il container in ferro dove vivevano, portandosi dietro un barattolo di latta vuoto. Questa storia andava avanti ormai da un pezzo e, nonostante il fratello le chiedesse delle spiegazioni, la ragazzina riusciva sempre a svicolare. Ormai preso dalla curiosità, Terag attraversò come un’ombra il crepuscolo mettendosi alle calcagna della sorella. La vide scavalcare un cumulo di vecchie stampanti, attraversare un labirinto di televisori al plasma, sgusciare tra frigoriferi industriali per poi inoltrarsi in una nicchia informe fatta di mille materiali. Tannah prese il barattolo e ne rovesciò il contenuto in terra. Restò in ginocchio qualche minuto e poi andò via. Il fratello attese che la sua figura scomparisse tra i rottami, quindi entrò. Un flebile raggio era riuscito a farsi largo tra quel muro posandosi su un ranuncolo. Il fiore era un tripudio di colori, tanto che Terag ne rimase affascinato. Non riusciva a crederci. Non aveva mai visto, toccato, annusato un fiore, in quella terra sterile e contaminata non germinava nulla, neppure un filo d’erba. Restò ad osservarlo fino a quando le ombre non lo abbracciarono. Prese la via per il container ma trovò Tannah che lo aspettava, piantata sul percorso, stizzita per quel segreto ormai svelato. Poi si scusò, ricordando  al fratello la profezia che la madre gli aveva rivelato: “Quando questa terra malata darà alla luce un fiore,ci sarà speranza per il mondo”. Ora dovevano solo impegnarsi proteggere e curare quel miracolo. Dopo un mese dieci altri ranuncoli apparvero, poi cento, poi mille. Poi milioni. I satelliti trasmettevano le immagini della Discarica ricoperta di fiori in tutto il mondo. Allora i governi diedero avvio alla rinascita del Mondo Sporco, liberandolo dai rifiuti. Ci vollero cento anni per ripulire tutto, ma la speranza, finalmente, ritornò. E l’uomo si fece di nuovo parte della natura.

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