I panini di Franca e Pasquale

 

Sospeso sotto le luminarie della festa dedicata alla Madonna del Monserrato, con l’ insegna che si fa strada faticosamente tra  quel caleidoscopio di sfumature, il truck bianco di Franca e Pasquale svetta come un totem tra il groviglio di gente che assale la strada in quei tre giorni che decretano la fine della bella stagione. Al tramonto, quando gli stomaci affamati borbottano lanciando affranti acuti e l’acquolina si fa strada nella bocca, Franca e Pasquale rovesciano su una rovente piastra schegge di pancetta, ovali di porchetta, salsicce e straccetti che iniziano così a sfrigolare pervadendo l’aria di peperoncino, finocchietto e anice che vagano come veloci ombre tra i fiuti che, da lì a poco, inizieranno ad emigrare verso quelle adipose bontà. Sottili strisce di fumo corrompono l’aria neutra saldandosi sulle polo e sui copri spalla degli avventori ordinatamente in fila, gli  occhi puntati sui mille condimenti che si affratelleranno con l’ingrediente principale. Il sorriso e la cordialità di Franca illuminano quegli angusti spazi, Pasquale, invece, con quella faccia da Ben Affleck un po’ distratto detta la filosofia del panino. A guardarne le movenze, che ricordano il miglior Alberto Tomba, salta subito alla mente l’immagine dei bambini in un negozio di caramelle, più che un lavoro la loro non è una missione difficile, ma proprio impossibile perché è davvero faticoso appagare le ricercatezze di una  clientela esigente e poco cedevole verso strafalcioni culinari.  Quei panini sono una promessa di bontà e quando vanno a sposarsi, trovando l’amore con sottaceti, verdure, patatine e salse sussurrano ai desideri di pancia   più reconditi, a quei minuti di felicità che fanno stare bene, stordendo afflizioni e ansie. Niente e nessuno può mettersi tra il bramoso e quel panino, quella paffuta ruota è tutto ciò di cui, in quel momento, ha bisogno. Non c’è più tempo per fare niente, solo abbracciarne i  profumi e addentare quella pura soddisfazione per poi perdersi tra quelle alchimie di sapori. Le maglie sgualcite di fine serata, i capelli arruffati e gli sguardi stanchi ricordano ai coniugi quel momento in cui hanno deciso di lanciarsi in questa avventura, spazzando via dubbi e preoccupazioni. Il truck di Franca e Pasquale è puro rock: di emozioni, buon umore, affetto. Perché non puoi dire di esserti goduto la festa se non hai assaporato quella seduzione.

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